eWedding intervista Marina Mansanta: “in origine era il Punk” |
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| La mia prima collezione risale al 1991, si chiamava “per pochi” e aveva uno stile decisamente punk: se dovessi ripresentarla oggi, sarebbe attualissima ma il mio stile allora, era molto più trasgressivo! Ero giovane e alla ricerca della mia passione che identificasse il mio stile,sperimentavo e mi divertivo a stupire con effetti speciali,questo percorso mi è servito molto per formarmi come stilista e come donna.
Con il tempo ho scelto di dedicarmi all’alta moda e in particolare alla sposa, perché credo sia l’unico settore oltre al mondo dello spettacolo con qui collaboro,che ti permette di creare ancora grandi abiti da sera, a maggior ragione perché si tratta di un evento unico come il matrimonio che, nonostante tutto, rimane il più importante nella vita di una donna! |
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Uno stilista può dirsi soddisfatto, se riesce a raggiungere una riconoscibilità immediata…una sorta di marchio di fabbrica che lo distingua dagli altri: cosa significa per lei, personalizzare?
La definizione che si addice al mio stile è “particolare”, che è ben diverso dal concetto di vistoso! Personalizzazione non significa soltanto fare un abito su misura, il segreto è anche la ricerca attenta di uno stile unico che leghi quell’abito alla personalità della donna che lo indosserà: detto questo, la parola “standard” è bandita dalle mie collezioni! Io scelgo sempre tessuti pregiati, dalle trame ricercate e della foggia migliore: amo sperimentare e ho bisogno di materiali di prima qualità, per poterlo fare a regola d’arte. Lei è certamente un esempio di leader al femminile: ma che tipo di imprenditrice è?Sul lavoro sono una perfezionista, ma è fondamentale raggiungere l’empatia con la propria “squadra di lavoro” e soprattutto, io devo divertirmi: questo significa non solo poter avere la libertà di ideare partendo da uno spunto, ma farlo con la consapevolezza di avere intorno persone che credono nei miei progetti. Le sarte che lavorano con me, che cuciono e ricamano ancora a mano, sono una delle mie risorse fondamentali. Come prendono vita le sue collezioni?Creare una collezione significa partire da un’idea innovativa, uno spunto che si trasforma in una linea guida: io traggo ispirazione da tutto, soprattutto dai momenti di vita privata e quotidiana. Un luogo che visito, un film che guardo o un’atmosfera che vivo…ci sono tante cose che possono trasmetterci emozioni e generare idee, basta volersene accorgere. La mia più grande soddisfazione è vedere che le mie collezioni, anche a distanza di molto tempo, restano tutte in gioco: non passano di moda perché vanno oltre la tendenza del momento e hanno uno stile unico Sfogliando la collezione dei suoi abiti da sposa, abbiamo la sensazione di vivere un’esperienza onirica dei sensi, un vero e proprio viaggio attraverso mondi, culture e usanze differenti…E’ vero, le mie spose si possono raccontare attraverso un’immagine quasi onirica: ho giocato con le forme, per esaltare la femminilità di ogni donna e renderla allo stesso tempo unica nel suo genere; perché ogni abito ha la sua storia, proprio come le persone che lo indossano. La mia nuova collezione è proprio il frutto di questa spinta verso l’esplorazione di mondi sconosciuti, storie di popoli dalle culture differenti ma che convivono in un mix irresistibile: la scelta di mettere alla sposa i pantaloni, ad esempio, è un’idea che avevo già introdotto in una collezione cinque anni fa ma oggi l’ho voluta reinventare, seguendo linee più morbide e allo stesso tempo giocando con tagli asimmetrici e sovrapposizioni audaci che danno un tocco di creatività in più. Visitando il suo sito Internet, mi accorgo che ha un grande interesse per la comunicazione: il suo profilo facebook è molto attivo, così come tanti sono i messaggi a cui lei risponde con piacere. Qual è il suo rapporto con questi nuovi mezzi di comunicazione e come incidono sul suo lavoro?Il contatto con il pubblico, non mi regala soltanto soddisfazioni professionali, ma anche un arricchimento interiore: mi piace molto parlare con le donne e le ragazze mi chiedono spesso consigli e mi fanno tanti complimenti. Internet è un mezzo di comunicazione straordinario che mi affascina da sempre, così come la ricerca di nuovi canali e collaborazioni con professionisti veri, ne sono un esempio non solo le partnership con wedding planners e personal shoppers italiani e stranieri, ma anche l’accordo con “Four Season” di cui andiamo molto fieri. Di cosa si tratta?Le spose che scelgono di affidarsi a noi per la creazione del loro abito, sanno di poter contare sulla nostra più completa disponibilità: per noi è molto importante il concetto di ospitalità rivolto alle clienti, ma anche quello di servizio a 360 gradi, non solo all’interno dell’atelier ma anche durante i preparativi. Abbiamo la fortuna di ricevere future spose, provenienti da ogni parte d’Italia e molte dall’estero,questo ci rende molto attenti alle loro esigenze,e ci permette di avere partner del livello sopra indicato(per l’ospitalità)e altri professionisti con tutte le competenze necessarie alla riuscita di un matrimonio o un importante evento. Parliamo di questa nuova avventura nel settore design, intrapresa insieme a suo marito: un’altra fonte di ispirazione?Certamente si e soprattutto, lavorare con il mio compagno è sempre stata una grande risorsa, perché mi da la possibilità di sperimentare creativamente in diverse direzioni: in questo momento sono ispirata dallo stile anni ’60, soprattutto dall’uso della vernice, le linee pulite e le macchie di colore. |
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